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Nel suo libro Fantascienza e letterata giovanile
(Editrice "La Vallisa", Bari, 1989), Scacco
cerca innanzitutto di definire i contorni del genere
fantascientifico, premessa n ecessaria dato che il testo non
si rivolge ad un pubblico di soli specialisti. Si delinea
così il profilo di una narrativa la cui peculiarità non
è costituita solo dal tentativodi presentare
l'impossibile con i caratteri della verosimiglianza, ma
anche dal ruolo decisivo giocato dal fatto scientifico e
tecnologico. E' proprio la presenza di quest'ultimo che
permette alla fantascienza di trovare un suo spazio
autonomo nell'ambito della tradizione fantastica
risalente sino ai classici greci e latini. Non esiste
vera e propria fantascienza prima di J. Verne e H.G.
Wells, e non si tratta di un discrimine arbitrario. Solo
con l'affermarsi della civiltà tecnologica può nascere
una letteratura in cui la natura non è più oggetto di
ammirazione o di timore reverenziale, ma viene
considerata come qualcosa di manipolabile, di
trasformabile, qualcosa su cui si può agire per trarne
profitto. [...] Scacco sottolinea anche la necessità di
distinguere la fantascienza dalla letteratura
"fantasy" con cui troppo spesso è confusa.
Quest'ultima infatti spicca per il suo atteggiamento
marcatamente antiscientifico, di condanna per la civiltà
tecnologica, responsabile del decadimento morale
dell'uomo e del degrado ambientale. E' rifiuto ed
evasione in un medioevo mitico, magico ed eroico. La
fantascienza, senza fare del progresso scientifico un
idolo, ne prende atto, si confronta con esso
dialetticamente, ne scandagli le possibilità e cerca di
affrontare i problemi che ne derivano. Non le si può
negare quindi una sua attualità, un suo stretto legame
con il presente ed il complesso intreccio delle sue
problematiche (A.TRASCIATTI, Fantascienza
e pedagogia?).
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Il saggio ha ottenuto il 1° premio
per la saggistica al XV Italcon
di San Marino
FANTASCIENZA
E LETTERATURA GIOVANILE
(Editrice La Vallisa, Bari, 1988,
pp.145)
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