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Tempi di magra per
la fantascienza
In questi ultimi tempi, alcuni avvenimenti nel mondo
della fantascienza ci lasciano perplessi. Ad esempio, il
Premio Hugo, tradizionalmente riservato alle opere di
science fiction, è stato assegnato, nell'ultima World
Science Fiction Convention di Philadelphia, a un romanzo
che con la fantascienza c'entra come i classici cavoli a
merenda, cioè a Harry Potter e il calice di fuoco
di J.K.Rowling. Sia chiaro che a noi non dispiace che la
Rowling riceva un premio per le sue fatiche letterarie,
ma che riceva quello espressamente istituito per le opere
di fantascienza, questo proprio non ci va giù: mortifica
la nostra intelligenza!
Sorvoliamo sulla versatilità
(forse eccessiva) che molti scrittori di fantascienza
dimostrano nel passare da un universo retto dalle leggi
della natura, ad un altro in balia delle forze
soprannaturali, e nel mescolare streghe e astronavi,
scienza e magia, robot e folletti. L'estro creativo - si
sa - non tollera imbavagliamenti, ma una certa coerenza
sul piano dei contenuti e della forma toglierebbe
certamente a molte opere il sospetto di essere state
scritte su "ordinazione", che cioè i loro
autori si siano basati su inchieste che stabilivano qual
era il prodotto culturale del momento da dare in pasto
alla massa dei lettori. Per quanto riguarda il mercato
librario, è risaputo che gli editori hanno più a cuore
il loro interesse commerciale che le esigenze
estetico-critiche dei lettori. In tale ottica non certo
edificante, è logico che non si facciano eccessivo
scrupolo di ammucchiare narrativa sovrannaturale e
narrativa fantascientifica.
Quando però la commistione tra
"fantasy" e fantascienza viene operata a
livello di "fandom', di critica specializzata, di
congressi nazionali, non si può fare a meno di
sottolineare l'effetto fuorviante di una simile
operazione nei confronti del lettore "neofita":
i due generi letterari della "fantasy" e della
science fiction rispecchiano, infatti, due differenti
modi di porsi di fronte al fenomeno della civiltà
tecnologica. (Si veda, in proposito, il nostro articolo Immaginario di fantascienza e
fantastico).
Ma, ritornando al romanzo della Rowling, ci proponiamo di
intervenire, in un prossimo editoriale, sul contributo
che opere come quelle della scrittrice possano offrire
alla formazione dell'uomo 'scientifico', richiesta
dall'attuale contesto di civiltà. Scendendo, poi,
dall'empireo ai cieli più bassi della fantascienza, un
altro elemento che ha destato la nostra perplessità, è
stato l'insuccesso della nostra rivista amatoriale FUTURE
SHOCK alla Italcon di Fiuggi, dove, nonostante la
prestigiosa segnalazione fatta da Vittorio Catani in
occasione della sua conferenza, una sola copia e' stata
acquistata dai partecipanti al Convegno.
Tuttavia, questi fatti negativi non ci distoglieranno dal
proseguire per la nostra strada, nella tenace convinzione
che 'noi viviamo in un mondo di fantascienza' (cfr.
J.Gunn, Storia illustrata della fantascienza) e
che quest'ultima contribuisce a realizzare
quell'umanesimo rinnovato o umanesimo scientifico, che
riteniamo essenziale per l'umanità d'oggi. Come segno
tangibile del nostro proposito, mandiamo on line un
vecchio numero di FUTURE SHOCK (n.21), dove sono presenti
i racconti di Giuliano Giachino e di Giuseppe Zurlo e gli
articoli di Silvia Bernardini, Alessio Della Casa, Luce
d'Eramo e dei fratelli Monaco. In particolare, segnaliamo
il nostro editoriale dal titolo:
Tetragonamente alieni. . . dagli alieni.
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