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Il presente
documento ci è stato gentilmente trasmesso dal dott.
Arrigo Muscio, presidente dell'Associazione dei Genitori
Cattolici di Brescia, e ben volentieri, data la
profondità delle riflesioni, lo offriamo all'attenzione
dei nostri lettori.
IL MAREMOTO DI NATALE 2004
di Patrizia Stella
(stella.patrizia@libero.it)
E stata unecatombe, unapocalisse, un
evento terrificante ed esclusivo da paragonarsi, almeno
per certi aspetti, al biblico diluvio universale che Dio
aveva permesso per punire lumanità ribelle e
corrotta. Ma allora Dio aveva messo in salvo almeno quei
pochi giusti, Noè e la sua famiglia, ma in questo caso?
Migliaia di esseri innocenti assieme ad altrettanti
ipotetici o presunti peccatori
come può Dio così
buono permettere calamità di questa portata punendo
indiscriminatamente innocenti e peccatori?
A parte il problema del male nel mondo che da sempre ha
impegnato la mente di filosofi e di pensatori di ogni
tendenza, davanti a tragedie apocalittiche come questa
che ha funestato il Natale del sud-est asiatico, gli
atteggiamenti che possono nascere sono i più diversi.
Cè latteggiamento fatalistico di chi ritiene
questi fatti inevitabili, fenomeni naturali per i quali
non possiamo farci nulla, e si limita a una sterile
deplorazione delle conseguenze a carico delle vite umane
e a carico dellecologia per il disastroso impatto
sullambiente fisico e biologico.
Cè poi chi, sconvolto e scioccato per il dramma di
migliaia di esseri umani travolti da un turbine che si è
abbattuto su di loro e sulle loro famiglie, cerca di
intervenire mettendo mano ad iniziative di solidarietà a
vari livelli, quello sostanzialmente politico-economico,
quello più umanitario e quello più esplicitamente
religioso, non avendo tempo per gli interrogativi ed i
perché.
Cè poi latteggiamento di chi, di fronte a
questi fatti, è preso da un moto di ribellione e di
protesta. Si è allora tentati di cercare colpevolezze e
responsabilità: chi poteva prevedere e non ha
provveduto, chi poteva avvisare in tempo intervenendo
tempestivamente e non lo ha fatto, chi ha edificato
strutture non a prova di calamità, e via alla caccia di
inadempienze e responsabilità. E così, spinti dalla
morsa di un dolore impotente, ci si carica di rabbia e di
livore verso un "destino" crudele e maledetto.
È, questo, latteggiamento che sfocia facilmente
nella protesta e nella critica con la tentazione di
colpevolizzare e quasi processare il Padre Eterno. E
così gli agnostici stanno dando fiato alle trombe e,
dopo aver tirato fuori dal nascondiglio quel Dio che essi
avevano ben sepolto perché scomodo, adesso lo espongono
nella gabbia degli imputati per metterlo finalmente alla
gogna o per dimostrare che non può esistere un Dio che
permette atrocità del genere. Se è davvero un Padre
buono, perché lascia che tante creature, soprattutto
innocenti, soffrano e siano colpite così crudelmente? E
si pensa che Dio non esiste, oppure che abbia abbandonato
luomo e se ne stia lontano, chiuso nella sua
indifferenza sulla sorte degli uomini; anzi Dio è
perfino ingiusto perché punisce indiscriminatamente
buoni e cattivi.
Ma i più sconvolti in tutta questa vicenda sono quei
credenti dalla fede debole o quei miscredenti che si
limitano a fare quadrato intorno alla parola
"Pace!". La pace che è anche quella del
silenzio delle armi, ma soprattutto è la
"loro" pace. La pace di poter condurre
indisturbati una vita senza rischi, secondo i criteri
delle "beatitudini mondane", con una libertà
di criterio e di scelta che non conosce limiti, al sicuro
dalla presenza ingombrante di Dio e dei suoi
Comandamenti.
Non si tratta certamente di proporre un Dio
"vendicativo"; non è certamente questo il Dio
di Gesù Cristo, che è il Dio della misericordia e del
perdono, ma non dimentichiamo che proprio Gesù ha pianto
sulla tragica distruzione di Gerusalemme dovuta al fatto
che essa non aveva saputo conoscere ciò che giovava
alla sua pace, (Lc.19,42) cioè laccoglienza di
Cristo come Messia-Salvatore. E nemmeno dimentichiamo che
nellAntico Testamento Dio si è servito di fenomeni
e di vicende tragiche vedi il diluvio, la fine di
Sodoma e Gomorra, i serpenti velenosi, pestilenze,
guerre, la deportazione in Babilonia, ecc. come
"castighi" per riportare il suo popolo alla
conversione del cuore.
È dunque certamente cristiano partecipare al lutto e al
dolore di tanti sventurati fratelli condividendo le loro
sofferenze, è cristiano mobilitarci in iniziative di
solidarietà e di generosità, è anche cristiano
impegnarci per una conoscenza sempre più profonda dei
fenomeni della natura per prevenirli e in qualche modo
dominarli, ma il cristiano non può limitarsi
esclusivamente a queste manifestazioni. Non basta il
minuto di silenzio negli ambienti della vita pubblica,
non basta la gara di solidarietà per soccorrere le
vittime, non basta cercare rimedi alle calamità della
natura
tutto questo è certamente nobile e giusto,
ma potrebbe finire lì, e addirittura servire per
tacitare la coscienza di fronte agli interrogativi più
profondi e più importanti. Il cristiano deve andare
oltre, deve saper leggere in profondità gli avvenimenti
alla luce della fede.
Ma cè soprattutto un atteggiamento lontano dallo
spirito cristiano e perfino ingiusto, quello di
abbandonarsi ad una sterile rabbia e a una inutile
protesta, pretendendo di chiamare Dio in causa e
giudicarlo responsabile di incuria, di indifferenza e
perfino di crudeltà. Se un processo di deve fare, a
carico di chi dovremmo farlo? È proprio il Padre Eterno
che dovremmo processare o non sono piuttosto gli uomini
che meritano un giusto processo? Forse non ci sono oggi
nel mondo sufficienti iniquità e corruzione da meritare
le ire del Cielo e della terra? Sì, anche della terra.
Non si legge forse nella Bibbia che Dio ha detto ai
nostri progenitori che "maledetta sia la terra
per causa tua" (Gn.3,17) e non ci ricordava San
Paolo che tutta la creazione geme e soffre fino
ad oggi (Rm.8,22) perché il peccato ha stravolto la
finalità stessa della creazione?
Se un processo si deve fare, è Dio che dovrebbe
processare la nostra generazione. E i capi di accusa non
mancano, sono tutti lì sotto i nostri occhi:
- lo sfascio della famiglia causato da leggi inique;
tradimenti, infedeltà, adulteri
;
- il libertinaggio sessuale, anche nelle sue forme
contro natura, giustificato e ostentato sfacciatamente
anche nella vita pubblica con la pretesa di considerarlo
un diritto da legalizzare;
- la pornografia dilagante nei mass-media e nelle
società del benessere, e la prostituzione, sia quella
delle strade, sia quella ben peggiore di chi si svende
per avere successo o per ignobili piaceri;
- siamo proprio convinti che il grido silenzioso di
migliaia di bambini innocenti soffocati nel grembo
materno resti sempre inascoltato e impunito?
- e che dire dei bambini che, con la pedofilia,
vengono feriti nel corpo e uccisi nellanima,
perché profanati e usati per ignobili piaceri di adulti,
criminali senza scrupoli? A costoro Gesù ha consigliato
di suicidarsi in fondo al mare con una pietra al collo; e
saranno gli Angeli i loro accusatori davanti a Dio;
- senza dire dei bambini-embrioni fecondati in
provetta e stipati nei congelatori dei laboratori per
essere alla fine eliminati in omaggio al delirio di
onnipotenza dellorgoglio scientista.
- Pensiamo poi alle violenze terribili e crudeli
delluomo contro luomo condotte attraverso
genocidi, campi di sterminio, strumenti di tortura,
deportazioni forzate, stupri e tutte le forme di
oppressione e di umiliazione contro la dignità
dellessere umano;
- Infine il rifiuto cosciente e lucido di Dio che
viene emarginato dalla vita umana e dalle strutture
sociali ed economiche per lasciarle in balìa di gravi
ingiustizie e degli egoismi più sfrenati.
Insomma, è Dio che ha abbandonato gli uomini, o non
sono piuttosto gli uomini che hanno abbandonato Dio? Lo
hanno cacciato dai Parlamenti e dalle Costituzioni, gli
hanno tolto cittadinanza nella vita pubblica a disprezzo
dei suoi Comandamenti, hanno emanato leggi che
giustificano il crimine, premiano il colpevole e
stravolgono il concetto stesso di bene e di male.
Il cataclisma che si è scatenato proprio nel giorno di
Natale, nel momento di punta del turismo internazionale,
nei luoghi che erano i paradisi dorati del benessere,
travolgendo a migliaia cittadini di quasi tutte le
Nazioni del mondo occidentale
non ci dice nulla
tutto questo? Dio ci parla anche attraverso gli
avvenimenti della nostra vita. Il cristiano deve andare
oltre gli avvenimenti, deve saper leggere la storia alla
luce di questa verità. Gli uomini devono decidersi di
tornare a Dio. Il cristiano che abbia saggezza e fede sa
vedere negli avvenimenti natalizi del sud-est asiatico un
richiamo di Dio, un invito rivolto agli uomini di aprirsi
alla sua verità e al suo amore che sono garanzia del
vero progresso e della vera felicità, perché Dio è il
primo a volere la felicità delle sue creature. E alla
fine della nostra vita, che "è come un soffio,
come il giorno di ieri che è passato, come un turno
di veglia nella notte", (dai Salmi) saremo noi
che dovremo rendere conto a Dio di noi stessi e delle
nostre azioni, e poi
ci aspetta la Vita Eterna.
Si narra che durante uno dei bombardamenti sulla città
di Verona, San Giovanni Calabria, che dal monte dove
abitava assisteva a quella distruzione, mentre pregava
per le vittime e invocava la misericordia di Dio, fu
sentito sussurrare: "Un solo peccato veniale è un
male più grave e peggiore di questo
bombardamento!". Così ragionavano i santi, e questo
ci saremmo aspettati di sentirci dire dagli uomini di
Chiesa!
Chi ha orecchi e volontà per intendere, intenda!
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