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LA VOCE NEL VENTO Bollettino della Parrocchia "Buon
Pastore" - Bari Spett.le Redazione, leggendo gli articoli di Elvia Casto, Simone Scintilla, Rocco De Nicolò, Cesaroni Claudio, apparsi sul n.3 (febbraio/marzo 2005) del vostro giornalino parrocchiale, ho apprezzato l'interesse che dimostrate per i problemi posti dalla scienza e, soprattutto, quell'ottimismo critico che non vi spinge, come spesso avviene, a pronunciare infondati e irrazionali "vade retro" tecnologici. Ha scritto Isaac Asimov, scienziato egli stesso e scrittore di fantascienza, genere di cui ho una certa dimestichezza come critico e saggista: «[...] Il fatto che il frequente uso sconsiderato delle scoperte scientifiche e il cieco entusiasmo degli scienziati abbiano fatto sorgere molti dei problemi attuali, non significa che oggigiorno l'umanità potrebbe star meglio disconoscendo il contributo della scienza e ritornando ai tempi in cui non esistevano insetticidi, antibiotici, fissione nucleare e via dicendo. In seguito a ciò, a mio avviso, per curare i mali del presente , e nello steso tempo conservare quanto possediamo, occorre non già meno scienza, bensì più scienza e scienza più intelligente». E' bene, dunque, non nascondere la testa sotto la sabbia. Oggi, la gente ha bisogno di capire e di schiarirsi le idee su tanti aspetti inediti e controversi della realtà attuale, in primis su quel relativismo etico e gnoseologico su cui tanto insiste il nuovo Santo Padre Benedetto XVI, degnissimo successore di papa Giovanni Paolo II, l'indimenticabile autore dell'enciclica Fides et ratio. Dal mio punto di vista, la genesi del disorientamento dell'uomo d'oggi è frutto dell'impatto delle continue innovazioni scientifiche e tecnologiche, vero e proprio "shock culturale", che spinge molti a ritenere improponibile la visione umanistica del mondo e della realtà e a considerare il relativismo come l'unica risposta valida ai continui cambiamenti. Invece, non è così. Se la scienza è la causa del disorientamento, la scienza stessa può darci la soluzione. Si tratta di scoprire e di diffondere la valenza umanistica della scienza, secondo la lezione dello scienziato e filosofo Enrico Cantore S.J, contenuta nel suo testo fondamentale L'uomo scientifico. Il significato umanistico della scienza (Edizioni Dehoniane, 1987). Per concludere, è bene, da un lato, risolvere con la scienza i problemi posti da essa stessa. Ma, dall'altro, non basta, perché in tal modo si trasmetterebbe alla gente l'idea che la scienza sia un'impresa meramente tecnicistica e dunque di marca positivista, materialistica e atea. Scienza e fede non possono venire in contrasto. L'unico modo per evitare il conflitto tra le due dimensioni dell'uomo è di valorizzare il significato umanistico della scienza e dar vita all'umanesimo sapienziale-scientifico, come è illustrato nel mio editoriale del n.36 di "Future Shock" (febbraio 2002), Clonazione umana e umanesimo sapienziale-scientifico . Sarebbe auspicabile, infine, che gli scienziati e i tecnologi fossero anche un po' filosofi e un po' teologi, senza però le invasioni di campo di cui il "caso Galileo" è un triste esempio. Cordiali saluti. Antonio Scacco Caro Antonio, la tua lettera ci ha davvero interessati e provocati, visto che molti di noi (compresa io stessa) stanno compiendo studi scientifici. Il nostro interesse, dunque, per i problemi posti dalla scienza deriva anche da questo!. Personalmente condivido l'opinione secondo la quale, da un lato, siano spesso infondati i "vade retro" alla tecnologia che si sentono in giro; d'altro canto è anche vero che siamo subissati da continue scoperte tecnologiche, basti pensare la mercato in frenetica evoluzione dei computer o ei cellulari. Il rischio che si corre è quello di rendere la scienza, e quindi la ricerca scientifica, schiava delle leggi del mercato, del consumismo e del progresso fine a sé stesso. Quindi va mantenuto saldo il rapporto tra scienza e fede, così come quello con la dimensione umanistica, proprio per non perdere di vista l'obiettivo primario della scienza e della tecnologia: comprendere e migliorare le condizioni di vita! Ti ringrazio anche per gli altri spunti di riflessione che ci hai mandato per e-mail. Anna Maria |
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