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Le colpe di Karol Wojtyla

(La Tradizione Cattolica - n. 1/58 - 2005)

Rev.do Sacerdote,

sono rimasto a dir poco allibito nel leggere, a pag.59 della sua stimatissima rivista LA TRADIZIONE CATTOLICA [anno XVI - n. 1(58) - 2005], il violento attacco della signora Ida Magli contro la figura e l'opera dell'attuale Santo Padre, Papa Giovanni Paolo II. Ma come si fa a scrivere che "nessun Papa ha portato tanto danno al cristianesimo e all'Europa quanto Wojtyla"? Come si può avere il coraggio di misconoscere che proprio Wojtyla è stato l'artefice, con l'intercessione della Madonna, del crollo dei comunismo nell'Unione Sovietica? Affermare poi che "ciò che va addebitato a Wojtyla più di tutto è l'aver aggravato la sua scarsa intelligenza con la totale sicurezza in se stesso" è quanto meno paradossale. Ma la signora lda Magli non sa che Papa Wojtyla ha scritto l'enciclica Fides et ratio, che rivela doti di intelligenza non comuni?

Infine, attribuire la crisi delle vocazioni maschili e femminili all'attuale Sommo Pontefice mi sembra un chiaro segno di ignoranza della grave crisi antropologica che stiamo attraversando. Invece di prendersela con Wojtyla, la Magli dovrebbe rivolgere i suoi strali contro i padri fondatori di quello snaturamento della scienza che è lo scientismo. E' quest'ultimo che sta portando alla rovina non solo i popoli dell'Europa, ma anche quelli degli altri continenti; è lo scientismo che ha usurpato il posto di Dio; è con lo scientismo che satana seduce i cuori degli uomini, facendoli diventare scettici, relativisti, nichilisti, materialisti, fornicatori, menzogneri e assassini.

Deploro che sia stato dato spazio all'articolo di Ida Magli sulla sua rivista, che peraltro apprezzo per i suoi pregevoli saggi, di cui uno Halloween, i Pokémon e Harry Potter; svaghi innocenti o... lo zampino di Satana nel mondo della scuola? di don Lorenzo Biselx, ho avuto l'onore di ospitare, dietro sua autorizzazione, sulle pagine della mia modesta pubblicazione di fantascienza.

Distinti saluti.

Antonio Scacco

Egregio Signore,
 In quanto responsabile della Redazione de "La Tradizione Cattolica" rispondo alla sua del 20 febbraio, u.s.
 Mi è sembrato che il giudizio della Magli sul pontificato di Giovanni Paolo II fosse degno di essere pubblicato perché, pur venendo da parte di un "avversario" (la Magli, notoriamente, non è cattolica) è estremamente lucido.
 Infatti, al di là dell'enfasi e della retorica, il pontificato Giovanni Paolo II è stato veramente disastroso, come da anni la nostra Rivista cerca di documentare. Lo slancio che Giovanni Paolo II ha dato all'ecumenismo e al cosiddetto dialogo interreligioso (v. la deprecabile riunione di Assisi del 1986, con tutte quelle che sono seguite) basterebbe da solo per giustificare un giudizio negativo, lasciando com'è ovvio a Dio il giudizio del cuore.
 La riflessione sulla caduta delle vocazioni mi è sembrata particolarmente pertinente ed evangelica ("dai frutti li riconoscerete"). È vero che la crisi è anche antropologica, ma compito del papa è di elevare e sanare le ferite dell'animo umano con i rimedi soprannaturali lasciati dal Cristo alla sua Chiesa e predicando "opportune et importune" Gesù crocifisso; invece Giovanni Paolo II va, da venticinque anni a questa parte, predicando la "dignità dell'uomo" ed i suoi pretesi diritti.
 Questo è grave, non lo spietato giudizio della Magli.
 Mi creda che da parte della Fraternità San Pio X non è a cuor leggero che si critica il Sommo Pontefice: se lo si fa è per amore del Papa e della Chiesa, nello spirito di Paolo che "resistette in faccia" a Pietro quando il suo comportamento contrastava con quanto insegnato da Nostro Signore.
 Ringraziandola della sua attenzione, resto a suo disposizione per ogni chiarimento, e la saluto, in Gesù e Maria.
 Don Luigi Moncalero