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A proposito di “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)” di Piergiorgio Odifreddi

(IBIS - Internet bookshop, 5 maggio 2007)

La prima stazione della nostra via crucis è l'inizio di tutti gli inizi: più precisamente, la mitologia ebraica della creazione del mondo e dell'uomo, narrata in due versioni diverse e contraddittorie nei capitoli I-XI del Genesi." Comincia così questo viaggio che il matematico Piergiorgio Odifreddi compie dentro le Scritture e lungo la storia della Chiesa, fino ai giorni nostri. Come uomo di scienza, egli considera l'affermazione che quello della Bibbia è l'unico vero Dio una "bestemmia" nei confronti di Colui che gli uomini di buona fede, da Pitagora e Platone a Spinoza e Einstein, hanno da sempre identificato con l'Intelligenza dell'universo e l'Armonia del mondo. Come cittadino, afferma che il Cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo civile e morale, e ritiene che l'anticlericalismo sia oggi più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa. Come autore, infine, legge l'Antico e il Nuovo Testamento e le successive elaborazioni dogmatiche della Chiesa per svelarne, con una critica tanto serrata quanto avvincente, non soltanto le incongruenze logiche ma anche le infondatezze storiche, dando alla ragione ciò che è della ragione e facendo emergere dai testi la verità: ovvero, dice Odifreddi, che "Mosè, Gesù e il Papa sono nudi".

 Come fa Odifreddi a sostenere che i "prodigi del Gesù Mago" sono giochetti da circo rivolti "alle masse becere e credulone" (p.117)? Con che coraggio può abbassare Gesù al rango di saltimbanco, quando persino Nietzsche disse di Lui: "Ha volato più alto di chiunque altro"? A prima vista, le affermazioni infondate di Odifreddi potrebbero sembrare frutto del solito viscerale anticlericalismo. In realtà, hanno alle spalle il lento e (pare) inarrestabile declino culturale, religioso e politico dell'Europa, segnalato gli inizi del XX sec. da opere quali: "Il tramonto dell'Occidente" di Spengler, "La fine dell'epoca moderna" di Guardini, "La crisi della civiltà" di Huizinga, ecc. In sintesi, si tratta della più grave crisi umanistica, che abbia colpito la nostra società. La causa è da addebbitarsi all'avvento della scienza. Ma molti scienziati e filosofi di matrice positivista negano (Monod docet) che si possa avere, nell'epoca attuale, una visione umanistica, con le conseguenze a cui tutti assistiamo: droga, aborto, clonazione, terrorismo, eutanasia, ecc. La Chiesa e il suo fondatore Gesù Cristo sono gli unici baluardi contro il processo di disumanizzazione, che ha investito le società umane. Però, agli scienziati di cui sopra, non garba una simile presa di posizione. Da ciò le accuse, come quelle di Odifreddi, di oscurantismo e di dogmatismo contro la Chiesa e il tentativo di distruggerne le fondamenda e di far passare Cristo come un mago e un saltimbanco.

Antonio Scacco