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Su RADIO DUE appello per le cattedre di fantascienza
In data 19 novembre dell´anno 2001, avevo lanciato nel Web il seguente appello:
CATTEDRE UNIVERSITARIE DI FANTASCIENZA CERCANSI L´appello è stato raccolto, con mia grande gioia e soddisfazione, da Anna Cinque e Beatarice Parisi, due giornaliste di RADIO DUE, che curano la rubrica radiofonica Giocando, le quali, nel corso della trasmissione del 12 gennaio 2002, hanno realizzato, con il sottoscritto, l´intervista che qui di seguito trascrivo. ANNA CINQUE - Buongiorno alle 13,40, in questo momento. Siete tornati all´ascolto di Giocando, in compagnia, come al solito, di Anna Cinque e di Beatrice Parisi. Al di là del vetro, salutiamo e diamo il nostro benvenuto a Cristina Sante alla consolle, a Sergio Fedele, attentissimo alla regia, e in redazione a Sabina Scani [. . .]. Oggi puntata come al solito ricchissima, nuova serie da anno 2002, con molti riferimenti su questo 2002, che comincia con due e finisce con due. Chi può dirlo meglio di me che mi chiamo Anna, che comincia con A e finisce con A? Sono una palindroma vivente. Puntata particolare, perché daremo sguardi al futuro, al futuro anche molto lontano [. . .]. Nella serie di Giocando, anche in passato abbiamo dato qualche volta spazio ad appelli, ricerche di giochi dimenticati, oppure reintroduzione di abitudini ludiche passate o di possibilità future del gioco. Esattamente quello che vogliamo fare oggi. Apriamo questa puntata proprio con un appello. Questo appello è una cosa piuttosto seria, diciamo piuttosto accademica [. . .]. L´appello ci viene da Bari e lo lancia Antonio Scacco che, tanto per identificare il personaggio, è un ex insegnante elementare, molto appassionato di fantascienza. E´ direttore di una rivista di fantascienza di cui parleremo dopo, e si è laureato con una tesi sulla fantascienza. L´appello di Antonio Scacco è questo. In Italia, mancano delle cattedre istituzionali di fantascienza e noi, tramite Antonio Scacco, vogliamo lanciare questa richiesta alle università italiane. Antonio Scacco? ANTONIO SCACCO - Pronto? Buongiorno, buongiorno! ANNA CINQUE - Io ho un po´ illustrato il suo appello. A questo punto, però, dica qualcosa lei per poterlo spiegare meglio. ANTONIO SCACCO - Il mio appello per la creazione di cattedre di fantascienza si basa su questa constatazione, che nelle nazioni anglosassoni, in America e in Inghilterra, esistono già delle cattedre di fantascienza. Purtroppo, in Italia, nonostante i vari tentativi - ricordo che, negli anni Ottanta a Palermo si tenne un grosso Convegno internazionale organizzato da un professore universitario, Luigi Russo, a cui parteciparono esperti di fama mondiale come Darko Suvin e Carlo Pagetti, un illustre studioso italiano di fantascienza - poi tutto è rimasto lì, sulla carta. E´ stata pubblicata la raccolta degli interventi di questo Convegno, intitolata La fantascienza e la critica, da parte della Feltrinelli; ma poi non se n´è fatto niente. Un altro tentativo fu fatto dal prof. Alfeo Bertondini dell´Università di Urbino. Purtroppo, questo tentativo fu, ahimè!, stroncato dalla morte del docente, studioso molto valido, che aveva al suo attivo testi importanti di letteratura popolare. ANNA CINQUE - Abbiamo quindi degli esempi del passato. Secondo lei, una cattedra di fantascienza perché andrebbe istituita? ANTONIO SCACCO - Secondo me, andrebbe istituita perché, oggi, viviamo in un mondo di fantascienza. La nostra società non è più una società statica come quella del passato. Pensi che nel passato i cambiamenti avvenivano nell´arco di centinaia di anni. Invece, oggi i cambiamenti sono all´ordine del giorno. Io che non sono più giovanissimo - ho oltrepassato la sessantina - è come se avessi vissuto seicento anni. Immagini che nel tempo del dopoguerra - mi riferisco al `45 - i computer manco ce li sognavamo. Mentre, adesso, io sono cambiato radicalmente: adopero il computer, navigo in rete, ho creato dei siti Web. Uno di questi siti è proprio dedicato alla fantascienza, è la versione telematica della rivista che io dirigo: Future Shock. Chi volesse andare a curiosare e vedere di che si tratta, basta che acceda a uno dei motori di ricerca come Arianna, Altavista, Virgilio, ecc., e digiti fantascienza Future Shock. Troverà tutto quello che lo può interessare, anche concorsi. Ci sono concorsi di narrativa che, ahimè!, dato che non ho disponibilità di mezzi, prevedono come premio soltanto l´abbonamento alla rivista stampata su carta. ANNA CINQUE - Comunque, è avere anche un modo per rimanere in contatto tra appassionati di fantascienza e discutere ancora tra voi questo problema delle cattedre. Ovviamente, uno scrittore di fantascienza deve avere anche una solida base scientifica - immagino - per poter essere credibile. ANTONIO SACCO - Tengo a sottolineare, non per amore di polemica, che c´è un´altra letteratura a cui la fantascienza viene spesso accomunata, cioè la letteratura fantastica. Però, a mio modesto modo di vedere, la fantascienza è diversa dalla letteratura fantastica, perché nella letteratura fantastica entrano in gioco soltanto due componenti, cioè l´abilità dello scrittore e la capacità immaginativa. Invece, nella fantascienza occorre un terzo elemento: oltre all´abilità scrittoria e quella immaginativa, anche la conoscenza, il bagaglio scientifico-tecnologico. Questo non significa che necessariamente chi scrive un´opera di fantascienza debba essere uno scienziato. Anche questo, a volte, avviene, come per esempio nel caso di Arthur Clarke, di Asimov, di Carl Sagan che, come tutti sanno, sono degli scienziati. ANNA CINQUE - Ovviamente, il lettore si rende conto se lo scrittore scrive delle cose che non stanno né in cielo, né in terra, in un certo senso. ANTONIO SCACCO - Certamente, i lettori sanno distinguere benissimo tra heroic fantasy, fantasy, science fiction (o fantascienza) e anche sanno distinguere la science fiction da un sottofilone che in questi ultimi tempi si va diffondendo. Mi riferisco, ad esempio, a Guerre stellari che, più che alla fantascienza vera e propria, appartiene alla science fantasy, ad una specie di connubio tra fantastico e fantascienza. La fantascienza vera e propria è costituita - tanto per intenderci - da film come Blade runner o 2001: Odissea nello spazio. ANNA CINQUE - Il discorso è abbastanza ampio e serio, abbastanza da approfondire e, anzitutto, rigoroso. Intanto, abbiamo lanciato l´appello per la creazione delle cattedre di fantascienza nelle università italiane. Vogliamo, ora, ripetere il nome della rivista di Antonio Scacco, in modo che gli appassionati di fantascienza possano partecipare a una sorta di dibattito tra di loro. La rivista si chiama Future Shock ed è una rivista cartacea, che si distribuisce per abbonamento postale e che ha però anche un suo sito in Rete. L´indirizzo intero del sito lo daremo nella nostra pagina di Giocando tutta la settimana e vi ricordiamo che, per potervi accedere tramite i motori di riceca, basta che digitiate fantascienza Future Shock. Noi salutiamo Antonio Scacco, lo ringraziamo moltissimo e speriamo di incontrarci. . . nel futuro. ANTONIO SCACCO - Vi ringrazio di avere spezzato una lancia in favore della fantascienza che, purtroppo, in Italia è un genere emarginato. |
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